Krav Maga Napoli è associato alla WKLF (World Kapap Lotar Federation)
ARTICOLI  |   Admin  |


art. n.9 - I GUERRIERI SIAMESI
Article #: 9

Date: 19/09/2007 21:31:21
Written By: Giulio Colella
Link: http://www.boxemore.com
Article: Se c'è un popolo che non ha rivali in quanto a valore dei suoi guerrieri questo è il popolo thailandese, un tempo chiamato popolo "Siamese" in quanto fino al 1949 l'attuale Thailandia si chiamava "Siam". L'arte marziale moderna thailandese si chiama Muay Thai e deriva dal Krabi Krabong, arte quest'ultima che risale alla Thailandia di circa 2000 anni fa. Il Krabi Krabong era un'arte da guerra completa ed efficacissima che letteralmente significa "duello con armi corte ed armi lunghe" dove nell'espressione "armi corte" viene inteso anche il corpo umano come arma in se. Il bagaglio tecnico è vastissimo tanto da prevedere lo studio del coltello (per la precisione tre tipi di coltelli), della sciabolale lunga, delle doppie spade corte che si impugnano in coppia, dello scudo e della spada corta, dei mai san che sono simili ai tonfa giapponesi, del bastone lungo, della lancia, dell'alabarda e anche lo scudo sul braccio sinistro e la lancia sul destro. A queste armi se ne aggiungono anche altre come il falcetto, il nunchaku ecc... che vengono comunque considerate del tutto secondarie. Dopodiché una volta perse le armi oppure se si trovavano a stretto contatto, i thailandesi usavano pugni, calci, ginocchiate, gomitate e testate, meglio conosciute come "le 9 armi del corpo umano". Per l'appunto, diventarono famosi per la loro “brutalità” sul campo di battaglia contro i loro rivali birmani. Infatti Il più grande eroe tailandese è il “Principe Nero” Nai Khanom Dtom, che, catturato dai birmani, combatté in un torneo contro 12 dei loro migliori guerrieri, vincendo tutti e 12 gli scontri, e per questo fu poi liberato dallo stesso Re della Birmania (1560 d.C.). Ogni anno viene organizzato un torneo di Muay Thai in suo onore. Questo a riprova della brutale efficacia del Krabi Krabong. Successivamente cosa accadde? Accadde che la parte delle tecniche a mani nude (chiamate "Mae Mai") del Krabi Krabong si stacco creando la Muay Thai (lotta Thailandese) che tutti oggi conosciamo. Questo ovviamente accadde per rendere quest'arte praticabile sotto forma di sport. Era impossibile concepire il Krabi Krabong come sport, data la sua pericolosità per l'utilizzo di armi da taglio e dei colpi proibiti come le testate, i morsi, i colpi agli occhi, ecc. Successivamente all’arte marziale Muay Thai fu creata poi la versione da sport da combattimento o da ring chiamata “Thai Boxe”, e questa fu fatta soprattutto per ritrarne guadagni con le scommesse sportive oltre che per renderne più facile la diffusone a livello mondiale. Oggi nella maggior parte dei paesi occidentali la stessa Thai Boxe o Thai Boxing è stata ulteriormente resa ancora più sportiva e quindi meno pericolosa, vietando l'uso delle micidiali gomitate. Rimane comunque ancora oggi l'arte marziale (Muay Thai) e lo sport da combattimento (Thai Boxing) più temuti al mondo. Vediamo di capire perché?? Ve lo spieghiamo subito! La Thai Boxe oggi è l'emblema di 3 concetti (e non solo): Efficacia, Condizionamento (muro difensivo), Esplosività. Nel loro bagaglio tecnico ci sono solo tecniche efficaci, semplici ed istintive da eseguire, portate a piena potenza esplosiva utilizzando le loro armi naturali e cioè tibie, ginocchia, gomiti e pugni. I thai boxers iniziano il loro condizionamento fisico, indurendo le proprie parti del corpo adibite al combattimento fino all'inverosimile, fin dalla tenera età; ad esempio condizionano la tibia colpendo tronchi di banano (pianta di banane simile alla corteccia di un albero) ed i gomiti colpendo sulle noci di cocco, il tutto per ore ed ore al giorno di allenamento. Le loro tecniche in particolare il "low kick" (calcio basso alla coscia) ed il loro metodo di condizionamento fisico è stato oggi copiato dai principali sport da ring. Non c'è ad oggi una disciplina da ring che non utilizzi le tecniche ed i metodi d'allenamento thai (con qualche variazione: tipo l'utilizzo del sacco duro invece della corteccia di banano, ecc.). Ad esempio uno dei più famosi sport da ring al mondo è la Kick Boxing, una versione più addolcita delle thai boxe dove sono state eliminante le armi più pericolose come le gomitate e limitato l’utilizzo delle ginocchiate nella fase di clinch (presa al collo nel corpo a corpo). Lo stesso torneo di kick boxing più famoso al mondo: il "K-1", creato in Giappone, che inizialmente era stato creato con lo scopo di mettere a confronto tutte le discipline di combattimento, alla fine finì per essere un torneo di Kick Boxing indipendentemente dalla disciplina di provenienza dei combattenti. Questo perché dopo l’esperienze dei primi anni del torneo, nessun marzialista avrebbe più sognato di utilizzare le proprie tecniche tradizionali della sua arte marziale di origine in un torneo come il K-1; finirebbe molto probabilmente al tappeto dopo pochi secondi, se non peggio, dato che si troverebbe di fronte combattenti pericolosi del calibro di Pugili, Kickboxers e per l'appunto Thaiboxers. E allora non è importante da quale disciplina provieni, per salire su un ring del K-1, o impari e combatti con le tecniche del K-1 oppure meglio non salirci proprio. Ovviamente ci sono sempre le eccezioni alla regola. Per l’appunto ricordiamo sempre a tutti, se ancora ce ne fosse bisogno, che la differenza la fa l’uomo e no l’arte marziale. Comunque la stessa Kick Boxing nasce proprio dalla Muay Thai. E' una lunga storia, ma la riassumiamo e semplifichiamo in due righe. Negli anni 60 i Giapponesi si recarono per anni in Thailandia per sfidare i Thailandesi nel loro sport nazionale la Muay Thai per l'appunto. I Giapponesi col loro Karate ne presero di santa ragione per anni, finché un giorno si stufarono delle numerosissime sconfitte e rinunciarono nell'ardua impresa. Ma comunque essendo stati impressionati dalla devastante potenza delle tecniche thai decisero di utilizzare parte di quelle tecniche, come ad es. i low kick, e escludendo quelle invece più distruttive come le gomitate ed il clinch (presa al collo nel corpo a corpo) e chiamando poi il tutto Kick Boxing. Cioè avevano tolto le armi più pericolose dei thaiboxers nelle quali quest'ultimi erano insuperabili. Ovviamente i Thailandesi non accettarono questa nuova disciplina e continuarono il loro sport nazionale nella loro patria. Parallelamente però la Kick Boxing si diffondeva in tutto il mondo riscuotendo un successo enorme e raggiungendo l'apice proprio con l'avvento del suddetto torneo giapponese denominato “K-1" e più precisamente "K-1 Grand Prix" (per la categoria dei pesi massimi - più importante in termini di ascolto) ed il "K-1 MAX World" (categoria pesi medi). In quest'ultimo sono molti i thailandesi che partecipano e quelli che hanno primeggiato nella competizione. Concludiamo sottolineando un aspetto importante! C'è solo una cosa che i Thai Boxer stanno copiando da noi occidentali, ed è la BOXE !!! Infatti l'unica loro pecca e limite era proprio la carenza tecnica di pugilato. I loro pugni erano quelli di un pugile alle prime armi. Questo limite è costato alcune sconfitte subite dai thailandesi ad opera di combattenti occidentali. I thailandesi erano infatti poco propensi a curare la parte dei pugni ritenuta per alcuni aspetti poco fondamentale rispetto alle altre armi più distruttive a disposizione come le ginocchiate e le gomitate. Tanto è vero che negli incontri di Muay Thai i pugni non danno nemmeno punteggio. E qui forse si sbagliavano di grosso sottovalutando la nobile arte. Ora l'hanno capito e sono anni ormai che in Thailandia si cura molto di più la parte dei pugni. Ma non penso che riusciranno mai ad eguagliarci in questo; la Boxe è nata da noi; e del resto non penso che noi occidentali riusciremmo mai ad eguagliarli nelle tecniche che portano il loro marchio di fabbrica. Nel 2007 il campione del K-1 MAX World, il thailandese Buakaw Por. Pramuk ritenuto da tutti un imbattibile ed indistruttibile combattente, viene sconfitto dal Giapponese Masato Kobayashi proprio a suon di combinazioni di pugilato di alto livello a cui nulla può il campione thailandese che per l'intera durata del match si trova in serie difficoltà. In conclusione chiediamo scusa ai nostri lettori se possiamo sembrare ripetitivi e ridondanti insistendo spesso sullo stesso concetto e cioè che la BOXE o meglio la "Noble Art" è la madre del Combattimento e viene prima di tutto. "La BOXE prima di tutto..." Oss.

Driven by Xcent

 


HOME      KRAV MAGA      ISTRUTTORI      CORSI      VIDEO

 
News - Articoli - Newsletter - Eventi - Foto - Dove siamo - Contatti
REGISTRATI - LOGIN
 


Copyright © 2009-2017 Giulio Colella
|
Privacy | Condizioni Generali
Master GIULIO COLELLA